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Il Romitorio e le chiese di S. Vincenzo Valle Roveto Superiore
Testi a cura di Gaetano Squilla  maggiori info autore
 
PREFAZIONE 
di Don Gaetano Squilla
 

per S. Vincenzo Valle Roveto, Nuovo e Vecchio, e per tutto il Comune, di cui fanno parte le frazioni di Roccavivi, di S. Giovanni, di Morrea, di Rosce S. Restituta e di Castronovo, ho fin dal 1966 un debito di profonda riconoscenza. All'apparire in quell'unno del mio libro: Valle Roveto nella geografia e nella storia, il Consiglio Comunale di S. Vincenzo Valle Roveto con pensiero gentile mi conferì la cittadinanza onoraria, all'unanimità. La notizia mi raggiunse a Toronto durante il mio primo viaggio nel Canada e negli Stati Uniti. In seguito, la Pro-Loco di S. Vincenzo, di cui allora era Presidente un carissimo amico, Silvio Di Cesure, oggi scomparso, volle donarmi, il 16 novembre dello stesso anno, oltre ad una pergamena-ricordo del conferimento della cittadinanza, anche un'artistica medaglia d'oro. Fu un altro gesto di squisita bontà. Sulla bellissima medaglia d'oro, che io conservo gelosamente, e inciso l'atrio della chiesetta del Romitorio. Ora, ai particolari festeggiamenti del centenario che S. Vincenzo Vecchio si appresta a celebrare quest'anno in onore della Madonna del Romitorio, desidero anche io partecipare con la presente breve pubblicazione. Vuole essa rappresentare un mio modesto contributo alle feste e un postumo ringraziamento a tutto il Comune di S. Vincenzo Valle Roveto. La pubblicazione farà conoscere un documento prezioso: si tratta della relazione della Visita Pastorale fatta dal Vescovo sorano Mons. Maurizio Piccardi a S. Vincenzo nel novembre del 1663. Il documenta, che si pubblica le prima volta, descrive non solo la Cappellina del Romitorio di quel tempo, ma anche il Convento di S. Fruncesco, vicino alla Cappellina e oggi travolto dai secoli.
 
La Cappellina del Romitorio si disperse dopo il 1663: poi miracolosamente riprese le sua storia prima della fine del secolo passato. E ricorderò La sua risurrezione in questo mio lavoro. Ho visitato la chiesetta del Romitorio il 2 maggio di quest'anno: ho scritto, quindi, solo da poco tempo quando i lettori Leggeranno. Tuttavia, oltre alle impressioni da me riportate salendo a quel luogo sacro, ho ritenuto opportuno accennare rapidamente alle memorie religiose dei paesi che si possono vedere da S. Vincenzo. Sono questi accenni un semplice saluto ai paesi che si vedono di lassù e un caro ricordo della fede ultramillenaria delle nostre popolazioni. Riportando la relazione, in italiano, delle Cappella del Romitorio e del Convento di S. Francesco, non ho voluto dimenticare la chiesa parrocchiale di S. Vincenzo Vecchio e l'antica chiesa di S. Rocco, distrutta dal terremoto del 13 gennaio 1915 e non più ricostruita. Della Chiesa Parrocchiale e della Chiesa di S. Rocco non riporto nella presente monografia solamente la relazione del 1663, lasciataci dal Vescovo sorano Maurizio Piccardi, ma anche, in breve sintesi, le vicende che vanno da quando quelle chiese appaiono documentate fino ei nostri giorni. 
                         Sora, 10 giugno 1975 
 
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